Il Museo è riconosciutotra i cinque più autorevoli musei di matematica in Europa, assieme alla Maison Poincarè a Parigi, il Mathematikum di Giessen in Germania e il National Mathematics Discovery Centre di Leeds, nel Regno Unito e il Museu de Matemàtiques de Catalunya MMCA in Spagna.
Centinaia di strumenti, originali e preziosi, aiutano a ripercorrere la storia del calcolo e della matematica e attraverso numerose sale-laboratorio si sperimentano i concetti e le idee della matematica con l’intento di trasmettere non solo conoscenze ma, principalmente, emozioni e scoprire che la sua presenza è dentro la nostra vita di tutti i giorni.
Mateureka non è configurabile come un museo tradizionale che si limita ad esporre “pezzi” o “oggetti”, pur interessanti, ma vuole attrarre, invogliare e far ragionare il visitatore specialmente attraverso il fare, lo sperimentare, attraverso le attività di laboratorio; valorizzare, cioè, il più possibile, l’aspetto ludico e interattivo.
Nei quattro piani sono esposti numerosi oggetti originali e preziosi che illustrano la storia del calcolo fin dalle remote origini e nelle diverse popolazioni; si possono ammirare, fra gli altri, un cono di fondazione e tavolette sumere di 4.500 anni fa, il dio Horuz egizio del 1.000 a. C., lapidi e monete romane ed iscrizioni etrusche e fenicie, abachi, suan pan cinesi, soroban giapponesi, schoty russi, astrolabi, una tavola per contare medioevale, quipù inca e chimpù peruviani, le copie anastatiche del “Liber Abaci” di Fibonacci, la “Summa” e il “De Divina Proportione” di Luca Pacioli, cilindri e bastoni di Nepero, compassi di proporzione, la ricostruzione della macchina di Schickard e della Pascalina, regoli e nomogrammi, aritmografi, calcolatrici meccaniche, elettromeccaniche ed elettroniche.
Il percorso didattico inizia con la prima potente idea matematica, prosegue con la matematica scritta babilonese, la geometria egizia (la sezione egizia è particolarmente apprezzata dalle insegnanti delle classi IV e V della Scuola Primaria), l’eccezionale contributo dei greci e poi i romani, i fenici fino alla numerazione posizionale con lo zero dei matematici indiani e la successiva diffusione in Europa, grazie agli arabi, delle conoscenze matematiche degli studiosi orientali.
Questi importanti progressi vengono illustrati, nel museo, grazie anche agli originali strumenti di calcolo usati da questi popoli come il soroban, il suan pan ed un magnifico astrolabio arabo.
La necessità di contare è comune a tutti i popoli, anche i più lontani da noi, e un’attenzione particolare il museo la dedica ai Maya, agli Inca e agli Aztechi del Centramerica.
Il racconto prosegue con il risveglio del Rinascimento e lo spazio dedicato al Seicento, secolo “eroico” per la matematica, al Settecento e al secolo XIX, considerato “l’età dell’oro” della matematica. Nel secolo XX è stata creata più matematica che in tutti i secoli precedenti.
Ad alcune delle idee matematiche più potenti vengono dedicate sale-laboratorio speciali negli ultimi due piani del museo: i solidi platonici, il teorema di Pitagora animato, i numeri primi, il pi greco, la sezione aurea, le curve matematiche, i frattali, le illusioni ottiche, lo zero, l’infinito oltre al laboratorio “Lampi di genio” che permette agli studenti di sperimentare e “toccare con mano” alcuni strumenti e idee matematiche grazie a degli exhibits interattivi.
La visita al museo è consigliata per la classe IV e V della Scuola Primaria, per la Scuola Secondaria di primo grado e per la Scuola Secondaria di secondo grado.
Il museo del Calcolo Mateureka e Il museo di Informatica, distante poche decine di metri, ambiscono ad essere due fari che indicano la matematica e il metodo scientifico come la strada privilegiata per comprendere il mondo fisico.
N.B. Il museo Mateureka e il confratello museo di Informatica sono particolarmente indicati ed apprezzati per le classi STEAM (scienze, tecnologia, ingegneria, arte e matematica).
La visita guidata è possibile per uno o per entrambi i musei.

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