Il Sistema Museale tematico Musei di Storia e Memoria del ‘900 della Regione Toscana è un racconto a più voci di eventi chiave del Novecento: Fascismo e Antifascismo, Guerre Mondiali, Resistenza armata e civile, Deportazione, Guerra ai civili, Liberazione e nascita della Costituzione.
Il Sistema mette in rete le esperienze di cinque musei di storia e memoria, le cui collezioni spaziano tra reperti dell’epoca, documenti archivistici e fotografici, diari autografi, testimonianze audio e video. Ne scaturisce un insieme che coniuga il linguaggio dell’arte, della letteratura, della ricerca storica per trasmettere i valori dell’antifascismo e una cultura di pace e solidarietà fra i popoli.
Le attività si diramano su un’ampia gamma di proposte formative per ogni fascia di età e per tutti i gradi d’istruzione, con particolare attenzione all’inclusività dei pubblici fragili, per promuovere la coscienza storica, il rispetto dell’alterità e una cittadinanza consapevole.
Giocando con la memoria. Nella Città del diario, dove da oltre 40 anni si raccolgono scritture autobiografiche, c’è il Piccolo museo del diario, luogo multimediale e interattivo che propone laboratori didattici per scuole di ogni ordine e grado. Con il kit Diari Incrociati si alternano letture, scrittura creativa e gioco di squadra, per conoscere i temi centrali della raccolta di Pieve Santo Stefano: guerre, migrazioni, racconti dal Novecento a oggi. Un laboratorio condotto dall’Archivio Diaristico permette di toccare con mano riproduzioni di manoscritti e di far diventare gli studenti archivisti per un giorno.
L’Archivio realizza anche PCTO legati alle testimonianze, in particolare quelle del progetto DiMMi, Diari Multimediali Migranti.
La piattaforma idiaridipieve.it è un utile strumento per insegnanti e studenti.
Il Museo della deportazione e resistenza è un luogo in cui si intrecciano storie e memorie. Nato grazie alla tenacia e alla testimonianza pluriennale di alcuni superstiti pratesi dei campi di concentramento e sterminio, si trova a pochi passi dalla piazza in cui il 6 settembre 1944, giorno della liberazione di Prato, un reparto dell’esercito tedesco impiccò 29 partigiani inermi.
Lo spazio espositivo è un viaggio simbolico nei lager nazisti, raccontati con reperti originali, testimonianze scritte e audiovisive. Il museo promuove la ricerca storica su fascismo e antifascismo, deportazione e internamento, resistenza e Costituzione, per una cultura di pace e solidarietà. Sugli stessi temi sviluppa percorsi formativi e laboratori interattivi per tutta la cittadinanza, le associazioni, le scuole, l’università.
Il Parco Nazionale della pace di Sant’Anna di Stazzema nasce con legge nazionale n. 381/2000: ha lo scopo di costruire una cultura della pace, preservando la memoria della strage di Sant’Anna di Stazzema del 12 agosto 1944 attraverso iniziative a carattere divulgativo, didattico e scientifico, rivolte in particolare, alle scuole e ai giovani, ma più in generale a tutti. Nel 2024 la Commissione Europea ha assegnato a Sant’Anna di Stazzema il Marchio del Patrimonio Europeo.
Il Museo Storico della Resistenza, la Fabbrica dei Diritti, la piazza della Chiesa, il monumento Ossario sono il fulcro della didattica e della narrazione degli eventi. La visita guidata è gratuita su prenotazione e sono previsti anche laboratori ed itinerari didattici di approfondimento.
Le Stanze della Memoria di Siena sono allestite nei locali della ex Casermetta sede della polizia politica negli anni del regime fascista, luogo dove venivano condotti gli antifascisti per essere interrogati e torturati. Il percorso di visita, comprensivo di spazi laboratoriali interattivi, propone il museo come uno spazio esperienziale che offre spunti di riflessione sulla storia e sulla memoria del fascismo e dell’antifascismo nel senese con costanti rimandi alla storia nazionale e sovranazionale e stimola riflessioni con il passato recente e l’attualità. Il museo oltre alla visita propone attività educative per gli studenti di tutti i gradi d’istruzione, percorsi per l’acquisizione dei PCTO e CFU e corsi di formazione per docenti online e in presenza.
Il museo è collocato in un bosco di castagni teatro della Lotta di Liberazione. Il MaR non è un luogo di vecchi e polverosi cimeli ma di conservazione ed elaborazione della memoria orale della Resistenza, che non è solo quella dei partigiani, ma anche di contadini, deportati, internati, donne.
Non solo quindi la resistenza armata e l’opposizione politica contro i nazi-fascisti, ma anche la resistenza civile contro la guerra, i bombardamenti, la fame, le stragi. La memoria dei testimoni incontra il visitatore, invitandolo a interagire con racconti, fotografie, filmati. Il MaR è il primo museo di narrazione italiano, realizzato da Studio Azzurro.
L’offerta didattica prevede una serie di percorsi sulla storia del Novecento e di laboratori di educazione non formale su cittadinanza attiva, parità di genere ed educazione alle differenze.
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