Come nasce un’invenzione? Come si può trasformare un disegno di cinquecento anni fa in una macchina funzionante? E ì cosa possiamo ancora imparare dal modo in cui Leonardo osservava il mondo?
Portare una classe alla scoperta di Leonardo da Vinci significa incontrare una figura capace di superare i confini tra arte, scienza e tecnologia. Milano è il luogo ideale per farlo. Leonardo trascorse infatti in città una delle stagioni più importanti della propria vita, lavorando come artista, ingegnere e progettista e dedicandosi allo studio del volo, delle macchine, dell’anatomia, dell’acqua e dell’organizzazione urbana.
È proprio negli anni milanesi che il suo pensiero assume sempre più chiaramente quella dimensione interdisciplinare che ancora oggi rende Leonardo una figura straordinariamente contemporanea.
Nel cuore della città, in Piazza della Scala, all’ingresso della Galleria Vittorio Emanuele II, il Museo Leonardo3 propone alle scuole un modo originale per avvicinarsi a questa eredità. Non soltanto un museo da visitare, ma un luogo di ricerca nel quale i manoscritti di Leonardo vengono studiati, interpretati e trasformati in modelli, macchine, installazioni digitali ed esperienze interattive.
Una gita didattica che permette agli studenti di scoprire non soltanto che cosa Leonardo progettò, ma soprattutto come nasceva il suo pensiero.
Leonardo3 ha costruito la propria identità attorno a un obiettivo preciso: rendere accessibile il pensiero progettuale di Leonardo. Nel museo, i codici non sono soltanto pagine da osservare. Diventano territori da esplorare, indizi da interpretare e strumenti attraverso cui ricostruire ipotesi, esperimenti e invenzioni. Modelli funzionanti, macchine in scala reale, installazioni digitali, contenuti tridimensionali e ambienti virtuali accompagnano studentesse e studenti lungo il percorso che conduce dall’osservazione di un fenomeno alla nascita di un’idea, dal disegno alla progettazione, dall’ipotesi alla verifica. La classe può così entrare idealmente nel laboratorio mentale di Leonardo e scoprire il suo metodo di lavoro: perché il valore dell’esperienza non consiste nel conoscere le sue invenzioni, ma nel comprendere il processo creativo e intellettuale che le ha rese possibili.
Il museo è nato nel 2013 grazie all’attività del Centro Studi Leonardo3, fondato nel 2005 per approfondire e divulgare il patrimonio leonardesco attraverso un metodo che unisce ricerca storica, interpretazione dei manoscritti e tecnologie digitali.
Storici della scienza e dell’arte, ricercatori, designer, programmatori e artigiani lavorano insieme per studiare progetti spesso rimasti per secoli sulla carta e comprenderne il funzionamento. Da questo lavoro interdisciplinare sono nati modelli e interpretazioni inediti e funzionanti (visibili solo al Leonardo3) come il Leone Meccanico, gli Orologi e l’Organo continuo, o che riguardano il sogno del volo come Il Grande Nibbio, oltre al restauro dell’Ultima Cena e alla digitalizzazione dei principali codici di Leonardo.
Ricostruire una macchina significa quindi formulare ipotesi, confrontare fonti, verificare soluzioni e, talvolta, riconoscere e correggere gli errori.
La visita consente di affrontare temi significativi per la didattica: il rapporto tra ipotesi e verifica, il valore dell’errore, il metodo scientifico, la progettazione e il rapporto tra creatività e conoscenza.
La natura interattiva del percorso permette alle classi di avvicinarsi al pensiero leonardesco attraverso un approccio attivo, fondato sull’osservazione, sulla scoperta e sulla formulazione di domande.
La visita può diventare il punto di partenza per percorsi interdisciplinari che collegano storia dell’arte, tecnologia, matematica, fisica, scienze, disegno e progettazione.
Le molteplici identità di Leonardo – artista, inventore, ingegnere e studioso della natura – permettono di superare la separazione tra discipline umanistiche e scientifiche.
Studentesse e studenti possono osservare come uno stesso problema possa essere affrontato da prospettive differenti e comprendere che la conoscenza nasce dall’incontro tra competenze diverse.
Il museo diventa così un ambiente nel quale imparare attraverso l’esperienza, trasformando la curiosità in ricerca e la meraviglia in desiderio di comprendere.
Leonardo3 non è una realtà statica, ma un centro di ricerca e divulgazione in continua evoluzione. Il lavoro sui manoscritti prosegue attraverso lo studio di nuovi progetti, lo sviluppo di interpretazioni, ricostruzioni e installazioni che vengono successivamente messe a disposizione del pubblico.
A consolidare il profilo scientifico del progetto contribuisce anche Martin Kemp, professore emerito dell’Università di Oxford e tra i maggiori studiosi contemporanei dell’opera di Leonardo da Vinci, da anni consulente scientifico del museo.
Inserire il Museo Leonardo3 nell’itinerario di una gita a Milano significa quindi offrire alla classe l’opportunità di incontrare Leonardo da una prospettiva diversa: scoprire come nasce un’idea, come si trasforma in un progetto e come la ricerca può restituire vita a intuizioni rimaste per secoli sulla carta. Visitare Leonardo3 significa comprendere che Leonardo non offre soltanto risposte, ma insegna soprattutto a formulare domande.
Davanti ai suoi codici, alle macchine ricostruite e alle interpretazioni nate dalla ricerca, gli studenti scoprono che ogni invenzione nasce dall’osservazione, dalla curiosità e dal coraggio di immaginare ciò che ancora non esiste. È questa, forse, la lezione più attuale che Leonardo può offrire alla scuola di oggi.
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