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Viaggi di istruzione 2025/26: novità operative per le scuole

Tempo di lettura: 3 minuti

I chiarimenti del Ministero definiscono soglie, procedure e limiti per l'organizzazione dei viaggi di istruzione nelle scuole.

L’organizzazione dei viaggi di istruzione per l’anno scolastico 2025/26 si inserisce in un quadro normativo più definito, a seguito dei chiarimenti forniti dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Le indicazioni ministeriali non introducono nuove regole, ma precisano come le scuole debbano applicare il Codice dei contratti pubblici nella gestione delle uscite didattiche, rafforzando trasparenza e correttezza procedurale senza mettere in discussione il valore educativo dei viaggi.

La fine della deroga e il ritorno alle regole del Codice

Negli anni scolastici precedenti, su richiesta del Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’ANAC aveva consentito alle scuole di operare in deroga rispetto al Codice dei contratti pubblici per l’organizzazione dei viaggi di istruzione. A partire dal 2025/26, questa possibilità non è più prevista: le istituzioni scolastiche, considerate stazioni appaltanti non qualificate, non possono affidare autonomamente servizi oltre la soglia di 139.999 euro.

Un elemento rilevante riguarda il calcolo degli importi: ai fini del raggiungimento della soglia, devono essere considerati complessivamente tutti i viaggi di istruzione organizzati nel corso dell’anno scolastico, come se appartenessero a un unico lotto, salvo i casi in cui le attività abbiano natura e finalità diverse.

Quando è necessario ricorrere a una centrale di committenza

Superata la soglia dei 140.000 euro, le scuole non possono procedere in autonomia e devono avvalersi di una centrale di committenza qualificata, ovvero di enti dotati di specifici requisiti organizzativi, professionali e tecnici, riconosciuti ai sensi del Codice dei contratti pubblici, che operano come stazioni appaltanti a supporto delle scuole nelle procedure più complesse.

In una prima comunicazione di settembre, il Ministero aveva annunciato l’intenzione di qualificare gli Uffici scolastici regionali come stazioni appaltanti di supporto e di sviluppare, tramite CONSIP, un sistema che consenta alle scuole di acquistare servizi sopra soglia a partire dal 2026.

Nel periodo transitorio, fino al 31 dicembre 2025, resta quindi obbligatorio il ricorso a centrali di committenza già qualificate, un passaggio che ha generato dubbi operativi e interpretazioni non sempre uniformi.

I chiarimenti del Ministero del 7 novembre

Per rispondere alle incertezze emerse, anche a seguito di pareri e prese di posizione contrastanti, il Ministero è intervenuto con ulteriori precisazioni a inizio novembre. I chiarimenti confermano un impianto a soglie ben definite.

Le scuole possono procedere con affidamento diretto solo per importi inferiori a 140.000 euro. In questi casi le scuole non hanno quindi l’obbligo di bandire una gara, tuttavia resta necessario motivare la scelta del fornitore e documentare il rispetto dei principi di trasparenza e buon andamento, anche attraverso la richiesta di più preventivi.

Per importi compresi tra 140.000 e 221.000 euro è prevista una procedura negoziata senza bando, da svolgere attraverso strumenti telematici messi a disposizione da centrali di committenza qualificate.

Oltre queste soglie, diventa obbligatoria la gara aperta, con limiti differenziati per i soggiorni linguistici, che seguono regole specifiche.

Attività diverse, procedure diverse

Un passaggio particolarmente rilevante riguarda il tema del frazionamento. Il Ministero chiarisce che viaggi di istruzione con natura e finalità differenti non devono essere automaticamente ricondotti a un’unica procedura. Attività come corsi di lingua, viaggi culturali o esperienze con finalità ricreative possono essere gestite separatamente, purché la distinzione sia coerente con il Piano dell’offerta formativa e con le finalità educative dichiarate.

Questo chiarimento consente alle scuole di progettare le mobilità di studentesse e studenti in modo più flessibile, senza incorrere automaticamente nella contestazione di frazionamento artificioso.

Nuove regole per il trasporto e nodi ancora aperti

Nel frattempo, un’ulteriore modifica normativa ha inciso sui servizi di trasporto legati ai viaggi di istruzione. La legge di conversione del decreto-legge 127/2025 stabilisce che questi servizi debbano essere aggiudicati esclusivamente sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa, valorizzando il rapporto tra qualità e prezzo.

La norma individua criteri qualitativi legati alla sicurezza dei mezzi, all’accessibilità e alle competenze dei conducenti, limitando il peso degli elementi economici. Tuttavia, restano aperti diversi interrogativi applicativi, soprattutto in relazione agli affidamenti sotto soglia e alla concreta valutazione degli elementi qualitativi, sui quali le indicazioni ministeriali non forniscono ancora risposte operative.

Un quadro più chiaro, ma ancora complesso

I chiarimenti arrivati nelle ultime settimane aiutano le scuole a orientarsi in una materia complessa, ma evidenziano anche la difficoltà di adattare norme pensate per la generalità delle pubbliche amministrazioni alle esigenze specifiche del sistema scolastico. Per dirigenti scolastici e personale amministrativo, il tema dei viaggi di istruzione resta quindi un ambito che richiede attenzione, confronto e ulteriori momenti di chiarimento istituzionale.

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