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Educazione al Patrimonio dalla A alla Z

All’interno del Ministero della Cultura, la Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali è l’ufficio centrale che opera con l’obiettivo di promuovere la conoscenza del patrimonio culturale, pianificare attività di formazione, aggiornamento professionale e programmi di ricerca. Nel settore dell’educazione, la Direzione generale definisce annualmente le linee di indirizzo e le strategie che confluiscono nel Piano nazionale per l’educazione al patrimonio culturale (https://dger.beniculturali.it).

A due anni dall’inizio della pandemia, come si presenta il panorama dell’educazione al patrimonio culturale? Quali le offerte, le tematiche più attuali, le attività e gli organismi maggiormente messi in campo dai luoghi della cultura statali?

Ecco un’utile sintesi per un aggiornamento semplice e veloce!

A – Attività

Il termine ‘attività’ esplica al meglio la dimensione dei percorsi formativi svolti nei luoghi della cultura statali, caratterizzati da metodologie laboratoriali specifiche dell’educazione al patrimonio, promossi dalla rete dei Servizi educativi con il coordinamento del Centro per i Servizi educativi (Sed), afferente al Servizio I – Ufficio Studi della DG-ERIC (www.sed.beniculturali.it).

B – Best practices

Le buone pratiche diffuse sul territorio nazionale, sono relative a tematiche di conoscenza del patrimonio. Un caso significativo è ad es. ‘Affido Culturale’, progetto alla sua prima edizione (2020- 2023) che favorisce l’accessibilità culturale di minori e adolescenti in difficoltà e mette in atto un’esperienza condivisa dei luoghi culturali delle città (https://affidoculturale.org).

C – Cittadinanza

Sensibilizzare gli studenti al concetto di eredità e patrimonio culturale, far conoscere loro le ricchezze storico-artistiche sparse sul nostro territorio, insieme ad aspetti gestionali di tutela, non può che accrescere il senso di responsabilità civica e favorire la crescita di esperienze di partecipazione e coinvolgimento attivo.

D – Dialogo

La condivisione e la comprensione della storia di paesaggi, luoghi e patrimoni immateriali genera forme di incontro e dialogo interculturale in cui le ‘diversità’ sono considerate non un ostacolo, ma un bacino da cui attingere nuove conoscenze e nuove narrazioni, in grado di valorizzare l’identità, in continua evoluzione, di ogni persona.

E – Educazione al patrimonio

Ambito a carattere interdisciplinare, imprescindibile per gettare le basi di una tutela del patrimonio efficace – perché partecipata – l’educazione al patrimonio individua nel patrimonio un fine e, al tempo stesso, uno strumento educativo, media per far sedimentare nei giovani consapevolezza e valori identitari.

F – Formazione docenti

Per favorire la conoscenza del patrimonio e dei tanti temi trasversali ad esso collegati, gli istituti del Ministero della Cultura, in quanto enti accreditati dal Ministero dell’Istruzione, organizzano corsi di formazione e aggiornamento dedicati al personale docente della scuola (Direttiva MIUR 170/2016 e successive estensioni).

G – GEP

Le Giornate Europee del Patrimonio sono un’opportunità da non perdere per avvicinarsi al mondo della cultura con un ricco programma di iniziative per ritrovare il senso di una cultura comunitaria: aperture straordinarie, eventi, concerti, proiezioni e lancio di progetti educativi in tanti siti a livello nazionale ed europeo (www.beniculturali.it/GEP2022).

H – Heritage Makers

Dedicata ai futuri #HeritageMakers, la competizione Young European Heritage Makers, promossa dal Consiglio d’Europa, è rivolta a bambini e ragazzi in età scolare dei paesi aderenti alle GEP, cui il Ministero della Cultura aderisce per la prima volta. Raccontare una storia su siti e/o oggetti del patrimonio, in formato visivo, è richiesto entro il 31 dicembre 2022 (www.europeanheritagedays.com/Young-European-Heritage-Makers).

I – Inclusione

Diversificare le modalità di approccio e mediazione ai contenuti culturali significa favorire l’accesso ad ogni persona così come mettere a disposizione tempi e spazi di accoglienza, incontro e dialogo consente di incrementare lo sviluppo individuale, l’accessibilità, l’integrazione e la coesione sociale.

L – Luoghi della cultura

Musei, aree e parchi archeologici, archivi, biblioteche, monumenti: un patrimonio diffuso con eccezionale capillarità su tutto il territorio nazionale. Contesti educativi tutti da scoprire per una scuola fuori dalla scuola, in cui i luoghi e paesaggi culturali diventano ambienti di apprendimento privilegiati.

M – Mediterraneo

La cultura mediterranea come patrimonio condiviso è il tema scelto per il ciclo 2022 di Conversazioni d’arte, programma in onda su Slash Radio Web realizzato dal Sed in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti. Disponibili online le 5 puntate – forme dell’abitare, cibo, scambi commerciali, pratiche artistiche e religione – sui siti: www.sed.beniculturali.it; www.uiciechi.it

N – Narrazione

Tra le metodologie educative più diffuse ed efficaci, lo storytelling genera curiosità ed empatia intorno a qualcosa che non si conosce o già si conosceva, ma sotto un’altra veste. Non esiste infatti un’unica narrazione, ma tante! …ognuna in grado di creare inediti percorsi conoscitivi da condividere anche con i più piccoli.

O – Offerta formativa nazionale – Servizi educativi MiC

Progetto Sed, alla decima edizione, mirato a diffondere attività e progetti promossi dai Servizi educativi del Ministero, mediante un database consultabile sul sito www.sed.beniculturali.it, che restituisce ogni anno una panoramica delle possibilità educative offerte gratuitamente, in situ e da remoto, dai luoghi della cultura statali verso ogni tipo di pubblico e in particolare verso il sistema dell’istruzione.

P – Partecipazione

Ascolto e partecipazione sono i protagonisti di ogni iniziativa di educazione al patrimonio, rappresentano un modo per coinvolgere gli studenti di ogni età, promuovere un apprendimento attivo e finalizzare l’impegno, attraverso esperienze di cittadinanza, verso la tutela e la riqualificazione territoriale.

Q – Qualità

Quality Education è il quarto Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (OSS) dell’Agenda 2030 dell’ONU nel quale l’eredità culturale si configura come una dimensione educativa entro cui agire in modo condiviso per la sostenibilità sociale e ambientale (www.globalgoals.org/goals/4-quality-education).

R – Rigenerazione

Centrale l’apporto rigenerativo dei giovani, capaci di ideare e costruire il futuro secondo nuove interpretazioni di saperi e valori di una comunità. Le esperienze educative, come ad es. i Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, svolti nei siti della cultura, aiutano a sperimentare creatività, senso critico e capacità progettuali.

S – Servizio educativo

In diretto rapporto con le istituzioni scolastiche, i Servizi educativi del Ministero offrono continuativamente – presso i luoghi della cultura – percorsi didattici, visite, laboratori e altri interventi progettuali relativi ai saperi storici e umanistici, ai principi di tutela e alla gestione del patrimonio.

T – Territorio

Quale tessuto connettivo che lega persone, siti culturali, istituzioni scolastiche e terzo settore, il ‘territorio’ è coinvolto in forma attiva nella realizzazione di ‘comunità educanti’. In particolare l’Alleanza Reti per lo sviluppo delle Comunità Educanti è nata per il contrasto della povertà educativa (www.reticomunitaeducanti.it/#arce).

U – UNESCO

Il Centro del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO ha indetto un concorso rivolto agli alunni e ai giovani delle scuole secondarie per creare storyboard: tema di concorso di quest’anno è “Patrimonio mondiale e cambiamento climatico”. Per tutte le informazioni: https://whc.unesco.org/en/patrimonito-2022

V – Valorizzazione

‘Mettere in valore’ il patrimonio culturale del nostro Paese costituisce una priorità: un obiettivo dal quale non si può prescindere, ove si vogliano rilanciare i territori e sostenere la strada di uno sviluppo sostenibile. Anche i progetti educativi per la comunicazione e promozione contribuiscono a trasmettere tali aspetti.

Z – Zeta Generation

Le attività educative propongono nuovi approcci e nuovi media per i nativi digitali. La realizzazione di video, applicazioni, dispositivi e altri prodotti multimediali, diffusi online tramite siti web e social network dei luoghi della cultura statali, avvicinano le più giovani generazioni ad un uso consapevole dei media.

 

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