L’area sotteranea, in cui sono visibili i resti dell’antico Foro di Neapolis, è il più rilevante sito archeologico presente nel centro storico di Napoli. Al suo interno è visibile parte del Macellum: il mercato romano, databile alla seconda metà del I secolo d.C. All’età greca rimanda il tracciato di una strada, uno stenopos, poi definito cardo (cardine) di Neapolis.
La costruzione si componeva di una serie di botteghe (tabernae), in cui si svolgevano attività commerciali e artigianali: vi si sono individuati un forno e vasche per la tintura dei tessuti. Alla fine del cardine, sulla destra, si giunge al criptoportico (mercato coperto). Di questi ambienti ritrovati,fanno eccezione solo tre di essi, che probabilmente costituivano l’erarium, dove era custodito il tesoro cittadino. Tale organizzazione rimase in luce fino agli ultimi anni del V secolo d.C., quando, colmata la zona da strati di natura alluvionale.
Con l’insediamento francescano durante il XIII secolo si avvia la costruzione dell’area conventuale di cui faceva parte la Sala Capitolare, esempio di architettura gotica con volte a crociera sorrette da colonne di spoglio. Le pareti sono ornate da decorazioni allegoriche e ritratti di personaggio francescani testimoniando la storia e l’ordine religioso. Anticamente questa sala era il luogo delle riunioni solenni della comunità monastica.
Costituito da una grandiosa sala rettangolare, si accede ad un elegante vestibolo di epoca sveva che, secondo il Celano, una volta era affrescato come il chiostro. Gli affreschi sulle pareti e sulle volte risalgono ai primi anni del 1600 eseguiti da Luigi Rodriguez, rappresentanti le virtù
Dal 1442 la sala fu sede dei parlamenti generali del Regno.
La Chiesa di San Lorenzo Maggiore è tra le Basiliche monumentali gotiche più antiche della città di Napoli. Fu protagonista di importanti eventi storici: la consacrazione di Felice Peretti, vescovo si Sant’Agata dei Goti, il futuro papa Sisto V; Giovanni Boccaccio pare che qui s’innamorò di Fiammetta, la bella Maria D’Aquino, figlia del re Roberto d’Angiò, sua musa ispiratrice. All’interno trovano sepoltura diverse illustri personalità della storia napoletana: filosofo e commediografo Giovanni Battista Della Porta; Giovanni Barrile, letterato amico del Petrarca; il musicista Francesco Durante. A partire dal XVI secolo la Chiesa subì numerosi interventi in stile barocco che coprirono l’originale aspetto gotico riportato alla luce solo con i restauri avvenuti tra il XIX e XX secolo. A testimonianza di ciò, in chiesa sono presenti due cappelle imbarocchite da Cosimo Fanzago, illustre scultore di inizio 600’ come la “ Capella Cacace” e il “ Cappellone di Sant’Antonio”
Collegato all’area degli scavi è il Museo dell’Opera di San Lorenzo Maggiore, allestito negli ambienti cinquecenteschi della Torre civica che affianca il Complesso Monumentale.
In esso è presentato al pubblico uno studio cronologico della città di Napoli dall’età classica sino all’Ottocento. Nel suo allestimento sono esposte opere che si distinguono in base al contesto storico. L’epoca greca è tracciabile da ritrovamenti di “vasellame ceramico” del IV a.C. Si osservano poi numerose “lucerne” con diverse decorazioni datate in epoca imperiale. Notevole è l’esposizione di oggetti, elementi decorativi, dipinti su tela e su tavola e arredi sacri che vanno dal periodo angioino fino al 700’.
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